Come sono cambiata in un anno – Buon compleanno Impronta!

L’altra mattina ho provato a caricare la pagina del mio blog per salutarlo un po’ e chiedergli scusa per tutto questo tempo in cui l’ho trascurato. È colpa della sessione invernale! – volevo dirgli – ma sto tornando, giuro! E lui mi ha risposto così: una bella pagina bianca con scritto sopra un insolente Error!. Ecco qui, si è offeso, non accetterà mai le mie scuse.

Poi mi sono fermata un attimo, ho controllato la connessione a internet (tutto bene) e soprattutto ho smesso di parlare con un computer e allora ho notato che il problema riguardava il fatto che era scaduto l’anno della licenza del blog. Ho sistemato tutto, io e questo signorino siamo tornati a essere amici e abbiamo pensato a tante cose che vogliamo scrivere e farvi leggere.

Ma prima di tutto questo, il fatto che sia già passato un anno e allo stesso tempo sia passato soltanto un anno, mi ha fatta pensare e riavvolgere tutto il nastro dei ricordi per il bisogno e la voglia di tirare un po’ le somme.

Un anno fa stavo iniziando a uscire da un periodo in cui non ero stata bene e mi ero sentita molto triste e stavo maturando dentro di me la forza di chiedere aiuto e il bisogno di comunicare, in qualche modo.

È stato un anno molto intenso. In modo bello, però.

Mi sono laureata, sono andata dalla psicologa e sono cresciuta grazie a lei, ho iniziato un nuovo percorso in una nuova città che mi ha messa alla prova e poi mi ha accolta, sono diventata vegetariana. Ho visto albe, ho visto tramonti, ho cantato, ho salutato il vento, ho affrontato perdite e ho pianto, ho abbracciato, sono stata abbracciata, non sono stata capita e ho pianto ancora, ho ascoltato e sono stata ascoltata.

Ho chiesto scusa, ho visto una tartaruga marina che veniva liberata in mare dopo essere stata curata, ho calpestato le foglie croccanti in Autunno, chiuso gli occhi sotto il sole in Estate, cantato le canzoni di Natale in Inverno, raccolto un fiore in Primavera. Sono stata in barca, in montagna, ho viaggiato un po’. Ho recuperato amicizie che erano state trascurate e continuato a curare quelle che non si sono mai spostate. Ho donato il sangue, visitato musei, letto libri belli, tinto i capelli, lottato per qualcosa in cui credevo. E ho mostrato parti di me che non sapevo esistessero e ho scoperto di essere coraggiosa e insicura e forte e fragilissima.

Ho abbracciato forte la mia famiglia e ho conosciuto dettagli in più sul suo passato che mi hanno fatta sentire parte di qualcosa di bello e importante. Ho continuato a scrivere e ho ricominciato a scrivere, disciplinandomi, mettendo in ordine tutte le idee, creando, inondando fogli. E ho anche ricevuto complimenti per quello che ho scritto, per come l’ho scritto e ho avuto la conferma che essere apprezzata per il modo in cui sistemo le parole una dietro l’altra è una delle cose che più inorgoglisce e mi rende felice.

Mi ricordo che quando ho scritto il mio primo articolo e ho cliccato su pubblica, mi tremavano le mani. Eppure c’era uno schermo a separarmi da tutto quello che mi faceva paura: gli occhi degli altri, le orecchie degli altri, il giudizio degli altri. Ma quello che scrivevo ero davvero io, anche se disegnata a forma di parole elettroniche. Perciò le mani tremavano.

Conoscendo la mia introversione ho sempre avuto il timore che potesse inghiottirmi e che potessi sfruttare tutta questa storia di internet per chiudermi ancora di più in me stessa. Quindi ho deciso di autodisciplinarmi e la mia regola è sempre stata: non essere sui social o su internet diversa o più coraggiosa da come saresti nel mondo reale là fuori. E a ogni passo qui corrispondeva un passo lì. Ed è stato proprio bello.

Ho scoperto che mi diverto proprio a usare i social, a chiacchierare su instagram, a gironzolare sui blog, a passare del tempo su YouTube. E ho scoperto anche che mi diverto a parlare con le persone dal vivo, che non sono impacciata come credevo nei rapporti umani, che ogni tanto ho bisogno di riscoprirmi attraverso voci nuove.

Ho lavorato per arrivare ad ammettere che il timore del giudizio degli altri mi legava e mi bloccava e ammettendolo ho sentito magicamente sciogliersi quei nodi. Sono io che devo avere un’opinione su me stessa, mi sono detta. E mi sono sentita libera.

Ho lavorato per capire che è vero che ho bisogno di momenti con me stessa per stare bene e che è la solitudine a ricaricarmi le energie, ma che non è vero che la compagnia degli altri non fa per me. E capendo tutto questo, ho trovato il mio modo di stare in mezzo alle persone, ho scoperto che mi piace parlare con la gente e vivere l’intero mondo.

Ho lavorato per accettare i miei buchi neri, il mio dolore, i traumi che mi porto dietro e accettandoli ho imparato a volergli bene, a trattarli con dolcezza, a dire a quei momenti bui: “Vi vedo e accetto la vostra esistenza, avete il diritto di stare qui in questa stanza dentro di me che è destinata proprio a voi. Ma dopo avervi ascoltati devo aprire la finestra di questa stanza così può entrarvi piano piano il sole e questo sole vi illuminerà e vi scioglierà per non farvi più fare del male.”

Ho lavorato per essere come sono oggi e ho avuto la conferma del fatto che questo lavoro qui non finirà mai e penso che tutto questo sia bellissimo. L’idea di continuare a mutare e crescere, di non sapere cosa mi aspetta, ma di essere aperta alle meraviglie di questo mondo mi riempie di curiosità e di gratitudine pura. E l’idea di condividere anche qui con voi tutto questo mi fa sorridere in un modo che dice proprio “siamo nel posto giusto, stai facendo la cosa giusta”.

Grazie a tutti voi che avete vissuto anche solo un istante di questo anno insieme a me.

E grazie anche a me.

Buon compleanno Impronta, ci aspettano giorni pienissimi insieme.

Francesca Ricci

6 pensieri su “Come sono cambiata in un anno – Buon compleanno Impronta!

  1. Mi sorprendi ogni volta di più per come, con semplicità e spontaneità, racconti di passi da gigante che stai facendo nella tua vita ed in quella di tutti noi lasciando impronte sempre più belle.
    La nonna sarebbe fiera di te. Come nipote, come donna e come scrittrice.
    Un bacio
    Papà

  2. Lo ammetto, questa volta sono venuta a leggere non appena ho visto il commento del tuo papà. Mi avete fatta commuovere.
    Mi è sembrato di rivedere parte del mio ultimo anno di vita, e ti dirò: avevo ignorato molte cose preziose di cui solo adesso riconosco il valore. Il tuo modo gentile di scrivere mi permette sempre di vedere la vita senza quella cattiveria che spesso utilizzo come scudo o come scusante.
    Grazie per tutta questa condivisione, perché condividere è dividere-con. E mentre ti dividi con me, io mi sento un po’ ‘più’ di prima.
    Non sono sicura di essere stata chiara. Tu lo sei sempre: trasparente, pulita e magnifica, ti voglio bene.

    S.

  3. Sei come un piccolo seme che ha sopportato fulmini, lampi e tempeste e ora sta diventato un piccolo fiorellino che si sta godendo il sole della vita.
    ❤️

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