Chi va piano… ha più tempo per ammirare il panorama – NEWSLETTER IMPRONTA #2

Sono giorni strani questi. E la cosa particolare è che non lo sono solo per me o per te, è una stranezza diffusa che ci tocca tutti, in un modo o nell’altro. A causa di questa situazione da qualcuno è emerso il peggio, da qualcun’altro, per fortuna, la parte più morbida e altruista.

Da me non so bene cosa stia uscendo: mi sto scoprendo più intollerante di quanto pensassi, più fragile, più insicura. Ieri ho disattivato tutti i miei profili social perché non riuscivo a sopportare tutti i rumori che ci stanno – che ci stiamo – lanciando addosso ultimamente.

Ma grazie a questa pausa ovattata e forzata che stiamo vivendo ho avuto anche la possibilità di curare la parte più fantasiosa e creativa di me. E mi sono scoperta piena. Piena di pensieri e idee, di convinzioni, di incertezze, di colori.

La parola che ti dedico questa settimana è questa: lentezza.

L’augurio di questa settimana quindi è: abbi il coraggio di essere lento. Di annoiarti, persino. Nella noia si nascondono dettagli su di te che non sapevi potessero esistere, scintille di creatività che aspettano solo di venire fuori.

Il ritmo della lentezza è scandito da battiti cadenzati e negli spazi tra un battito e l’altro avviene la magia. Quando ti concedi il lusso di essere lento significa che hai il coraggio di guardare te stesso direttamente negli occhi e dirti “Eccoci qui, vediamo cosa hai dirmi. Vediamo cosa puoi farmi scoprire.”

Se sei in grado di affrontare il silenzio, sarai di conseguenza capace di riempirlo di suoni e note e canzoni.

Milan Kundera ci ha persino intitolato un suo libro così. La lentezza. Ed è un pezzetto di quel libro che voglio dedicarti per iniziare questa settimana: 

“C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una delle situazioni più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.
Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio. ” 
– Milan Kundera
Ricorda allora.

Apprezza la tua memoria.

Crea piccoli ricordi preziosi.

Sii lento.

La lentezza di questa settimana mi ha permesso di dare una svolta alla storia che sto scrivendo, di finire di leggere qualche bel libro, di guardare un film con la mia famiglia, di preparare per la prima volta gli gnocchi e le orecchiette impastando farina insieme a mia sorella, di prendere pennelli e colori e mischiarli insieme su una tela, di prendere il sole con il mio cane, di iniziare un nuovo progetto su YouTube in cui parlare di scrittura (momento autopromozione? momento autopromozione!), di farmi domande, di non trovare tutte le risposte.

E a te? Cosa può farti scoprire un attimo di lentezza in più?

Spero che tu possa scoprirlo. Spero anche che in questo momento particolare tu stia bene, le persone intorno a te stiano bene. È importante ora più che mai essere responsabili, attenti, sereni.

Ti mando un abbraccio grande.

Buon lunedì.

Buona lentezza

Francesca ✨

Francesca Ricci

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