Oggi coltiviamo – NEWSLETTER IMPRONTA #4

Buongiorno e buon lunedì amici 💭

Come stai? Come stanno andando le tue giornate? 

Oggi per me è ufficialmente passato un mese da quando ho iniziato la mia quarantena. Sto bene, la maggior parte del tempo. Ma ogni tanto provo paura, tristezza, insicurezza, ansia. Provo ad accettare tutto quello che sento ripetendomi che è normale e valido stare così e lo dico anche a te, da qui: va bene ciò che provi, va bene ciò che senti.

Ieri ho detto a una mia amica “Questa situazione è così nuova e particolare che non devi farti problemi o giustificarti. Non ci sono regole a cui attenersi, stai dettando tu le tue regole per la prima volta.” Quindi dettiamo le nostre nuove regole, fatte di pizze impastate il sabato sera, videochiamate con gli amici di domenica pomeriggio  e piantini sconsolati il lunedì mattina. È giusto, va bene.

Ma oggi scocca anche ufficialmente un altro termine per me: un mese di Dream Writing, un esercizio di scrittura che prevede di tenere un diario dei propri sogni. Si deve scrivere appena svegli, ogni mattina, senza tentare di interpretare o valutare, ma scrivendo solo tutto ciò che si ricorda. E se non ricordo nulla? In quel caso allora devo scrivere, esattamente con le stesse modalità, un ricordo della mia infanzia. Aiuta a creare un collegamento tra inconscio e scrittura, interiorità e parole che escono fuori. E non lo dico io, eh. Lo suggerisce Fabio Bonifacci nel suo corso di scrittura, quindi perché non provare?

Dopo questa premessa, capisci bene, la mia parola della settimana per te non poteva che essere questa: sogno.

E tu sogni? E se sogni, cosa sogni? E ricordi i sogni che fai? E sogni solo mentre dormi o anche quando sei sveglio? 

Io sogno tantissimo: a occhi aperti, a occhi chiusi, a occhi socchiusi, in qualunque modo.

Di notte faccio sogni talmente vividi da ricordarli anche dopo anni e sento gli odori, i sapori, percepisco il tatto delle cose che tocco e i colori delle cose che vedo. A volte sogno così tanto da svegliarmi addirittura stanca la mattina dopo.

Di giorno faccio sogni che somigliano a progetti concreti e anche sogni che hanno la forma di castelli in aria irrealizzabili. Le persone che mi stanno intorno sono abituate al fatto che ogni tanto devono richiamare più volte la mia attenzione perché sono incantata e persa chissà dove.

E quale momento migliore per pensare ai propri sogni se non questo momento di pausa forzata in cui quello che sicuramente non manca è il tempo per pensare?

C’è quest’espressione che mi piace molto, che è coltivare un sogno. Come se fosse una piantina o un piccolo fiore di cui prendersi cura.

Una cosa che ho imparato è che è bello creare e coltivare sogni, anche se poi non portano da nessuna parte. Perché frenarsi solo per un po’ di realtà? Il mio consiglio della settimana dunque è: coltiva il tuo sogno.

Scegline uno che ti piace, definisci i suoi contorni, dagli una forma e un aspetto e poi dedicati a lui. Ma non praticamente, dedicati a lui con la tua interiorità e i tuoi pensieri, nient’altro. Il resto, se verrà, verrà in seguito. E se non verrà andrà comunque bene così.

Io ne ho diversi di sogni così, da coltivare senza conseguenze. Il primo riguarda il comprare un van, pitturarlo come piace a me e iniziare a girare il mondo insieme a lui. E io non ho neanche la patente, eh. Per farti capire come tutto quello che ti sto consigliando non abbia nulla a che fare con la realtà concreta.

Eppure mi piace così tanto immaginare il mio van, raccogliere informazioni su come si usi il wc chimico (addio immagine poetica del viaggio nella natura incontaminata, te lo dico), scegliere la playlist da ascoltare quando sarò in Norvegia o in Scozia. È un pensiero che mi fa compagnia, che mi coccola.

Un altro mio sogno è la scrittura: l’idea di creare qualcosa che prenda vita oltre le pagine bianche, il miraggio di poter un giorno stringere fisicamente tra le mani il mio libro. Sono pensieri che mi fanno compagnia in una maniera incredibile e dolcissima.

E il tuo sogno? Qual è il tuo sogno da coltivare? Qual è la tua coccola per la mente in questi giorni?

“Ciò che conta di fronte alla libertà del mare non è avere una nave, ma un posto dove andare, un porto, un sogno, che valga tutta quell’acqua da attraversare.” 

– Alessandro D’Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue

Dedicati al sogno in questa settimana, che sia quello che ti regala il tuo inconscio di notte o quello che scegli tu con cura da sveglio, dedicati a lui.

E poi, visto che di tempo libero ne abbiamo, ecco un po’ di consigli sparsi a tema sogno.

Film: 

Inception: Un film che va guardato con gli occhi spalancati per non perdersi neanche un dettaglio. I protagonisti sono dei professionisti del sogno, architetti che creano sogni e li manipolano, sfruttando queste capacità addirittura per innescare idee all’interno delle persone e carpire informazioni che altrimenti dovrebbero restare segrete.

I sogni segreti di Walter Mitty: Walter Mitty è un uomo comune che lavora per una rivista e che nel suo tempo libero (ma in realtà anche quando dovrebbe essere impegnato a fare altro) sogna ad occhi aperti. Sogna di partecipare ad avventure lontane e di essere coraggioso ed eroico, così come nella realtà non riesce a essere. Finché le avventure non arrivano a bussare (per davvero) alla sua porta.

Donnie Darko: C’è davvero bisogno di presentazioni? Donnie è un ragazzo con dei disturbi psicologici che vive costantemente in bilico tra sogni, realtà e visioni dovute alla sua schizofrenia. Il nuovo arrivato nella sua vita è un coniglio gigante che gli chiede di fare cose via via sempre più pericolose e crudeli e gli confida che il mondo terminerà di lì a 24 giorni.

Libri: 

L’interpretazione dei sogni, Sigmund Freud: Scontato? Probabilmente sì, ma mi incuriosisce sempre di più studiare i sogni e tutto quello che c’è dietro, dalla scienza alla magia alle superstizioni. Quindi lo consiglio anche a te.

La musica segreta della terra, Mari Strachan: È il romanzo che sto leggendo in questo momento. Sono ancora a metà, quindi non posso dare un giudizio completo, ma è un libro che mescola sogni, realtà, mistero e descrizioni in un modo che mi sta piacendo moltissimo. La nostra protagonista è Gwenni, una ragazzina di dodici anni (dodici e mezzo, direbbe lei), che di notte vola nel sonno. E i suoi voli notturni, ma anche il suo modo di osservare il mondo e le persone di giorno, la fanno incappare in misteri che forse sono più grandi di lei.

Prendiluna, Stefano Benni: Prendiluna è una maestra in pensione, a cui una notte viene confidato (da un gatto fantasma!) che a lei è affidata una missione da cui dipendono le sorti dell’umanità. Atmosfere surreali, costantemente in biblico, tra sogno, incubo, commedia e realtà.

Ho letto da qualche parte che gli unici per cui i nostri sogni sono interessanti siamo noi stessi e per questo non dovremmo raccontarli a nessuno, altrimenti risulteremmo soltanto noiosi e fastidiosi. Ecco, per me non funziona così. Mi affascinano i sogni di qualunque tipo, di chiunque.

Quindi raccontami pure tutto quanto, specialmente quel sogno che proprio non ha alcun senso logico apparente.

E passa la settimana (anzi, la vita) a sognare, sognare, sognare.

Buon inizio allora.

Buon sogno.

Buon lunedì.

Francesca ✨

Francesca Ricci

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