Ho un appuntamento con me stessa – NEWSLETTER IMPRONTA #5

E anche questo lunedì è arrivato!

Come stai? 

Io sto bene, anche se negli ultimi giorni ci sono stati dei momenti in cui ho arrancato un po’ a causa del mio umore. Mi è servito molto, però, poter ridimensionare. Ricordarmi che sono fortunata perché sto bene, perché la mia famiglia sta bene, perché vivo in una casa sicura, perché ho addirittura tanto tempo a disposizione da dedicare a cose che mi piacciono e che in una condizione di vita normale trascurerei.

Ma soprattutto, ancor prima di tutto questo, mi è servito prendermi il privilegio di essere triste. Allontanare il senso di colpa che mi sussurrava che non avevo il diritto di stare male e permettermi di passare un pomeriggio nella quasi totale immobilità, immersa nel mio piccolo malessere. Senza vittimismo, ma senza soffocare nulla. E poi, lentamente, mi sono ricordata anche tutto il resto, tutte le cose che mi rendono fortunata. E allora mi sono alzata, ho fatto una doccia calda, mi sono vestita (togliere il pigiama a volte è terapeutico) e sono stata meglio.

Spero davvero che tu stia bene, che le persone vicine a te stiano bene.

Stiamo vivendo un momento in cui le nostre priorità sono state capovolte e le cose che prima reputavamo importanti ora non lo sono più così tanto. Le nostre unità di misura sono state fatte a pezzettini e sostituite da cose che forse avevamo iniziato a trascurare. Cose che sicuramente io avevo iniziato a trascurare.

Ma non è così soltanto per me.

Tante persone stanno ribaltando il loro modo di vedere il mondo ed è giusto così.

La parola che ti dedico all’inizio di questa settimana è una parola particolare: narcisismo.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che non sia il termine più positivo da dedicare a qualcuno.

Narciso, nella mitologia greca, è un personaggio che, a causa della sua vanità e crudeltà, viene punito dagli dei e cade vittima di se stesso: si innamora infatti del suo riflesso in uno specchio d’acqua e lì termina la sua vita.

E il narcisismo, se portato all’estremo, può portare a una vera e propria patologia psicologica, che comporta un senso di grandiosità, un desiderio continuo di ammirazione e una mancanza di empatia.

Una parola allegra da dedicarvi, insomma.

Ma in realtà il narcisismo può avere un suo risvolto positivo quando non è portato all’eccesso. C’è qualcosa che Narciso sa fare bene e che noi, invece, spesso dimentichiamo. Amare se stesso.

Prendiamo di questo termine non gli eccessi, ma il sentimento di stima per se stessi che sta alla base di tutto.

Sono giorni, soprattutto per alcuni di noi, di solitudine fisica. Ma se iniziassimo a considerare noi stessi come una vera e propria compagnia, allora forse ci sentiremmo un po’ meno soli.

Conosci la teoria dei cinque linguaggi dell’amore di Gary Chapman?

In pratica, Chapman sostiene che esistono cinque principali linguaggi dell’amore, che sono modalità con cui noi dimostriamo l’amore agli altri e con cui percepiamo l’amore che gli altri ci dimostrano. C’è un test per scoprire qual è il tuo linguaggio dell’amore ed è questo qui.

Avere il risultato del test tra le mani ti potrà essere utile in diversi modi: innanzitutto scoprirai a pieno quali sono le tue aspettative nei confronti degli altri e potrai comunicarle chiaramente. In più, se anche le persone accanto a te faranno il test, saprai anche qual è il loro modo di sentire le cose e potrai avvicinarti a loro in modo diverso. E infine, potrai usare i tuoi risultati per amare con più consapevolezza anche te stesso.

Questi, per esempio, sono i miei (piuttosto evidenti) risultati. Allora voglio partire da questi risultati per dedicarmi a me stessa. Gli altri arriveranno, ma dopo.

Ho imparato che il mio primo linguaggio è “atti di servizio”, quindi piccole azioni pratiche che dimostrano l’amore. Subito dopo, sul podio, “parole di affermazione” e “tempo di qualità”.

Allora per amarmi meglio in questa settimana faccio qualcosa di pratico: mi preparo un bagno pieno di schiuma oppure cucino qualcosa che mi piace o mi dedico a un progetto a cui tengo molto. E poi magari mi parlo. Mi metto davanti allo specchio e mi dico tutte le cose belle che penso di me.

E il tuo risultato invece qual è? Usalo, oggi, per amarti un po’.

Se il tuo modo di sentire l’amore si manifesta attraverso i regali, allora fatti un regalo. Anche una cosa piccola e banale, l’importante è non trascurarti. Se il tuo linguaggio è quello del contatto fisico, allora abbracciati. Concediti una carezza.

Parti da te.

«Mi scusi, ho un appuntamento con me stesso per sedermi a guardare l’erba che cresce.»

– Robert Paul Smith, How to Do Nothing with Nobody All Alone by Yourself

Questa frase che ti ho dedicato viene da un libro che non ho letto, quindi lo consiglio sia a me che a te. How to do nothing with nobody, all alone by yourself.

Non è giusto trattarci con meno amore di quello che riserviamo agli altri. Guardarci con occhi incattiviti per tutti i difetti che abbiamo, trascurarci, a volte addirittura odiarci.

Iniziamo a considerarci degni d’amore. Siamo pieni di salite e di discese e imperfezioni, ma sono le nostre imperfezioni.

Meritiamo amore da noi stessi. Cerchiamo di non aver paura di darcelo, in abbondanza, senza limiti.

Ti auguro una settimana da dedicare a te e all’amore che provi, proverai, imparerai a provare, per te stesso. Fai il test e usalo per passare una giornata diversa in cui ti dedicherai tenerezza e amore. Ci proverò anche io!

Fammi sapere se questo esperimento che farai su te stesso ti porterà qualcosa di bello. Spero di sì.

Ti auguro una buona settimana.

Buon lunedì.

Francesca ✨

Francesca Ricci

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