L’indignazione di essere privilegiati – NEWSLETTER IMPRONTA #6

Mi piace parlare qui su internet, che sia attraverso queste e-mail o tramite una storia su Instagram o un video su YouTube. Lo faccio perché mi diverte, perché posso condividere le mie passioni, conoscere persone e punti di vista interessanti. Ho un profilo piccino e praticamente sconosciuto, perciò potrei passare avanti senza essere notata, ma essere qui per me è anche una responsabilità, perciò non posso stare in silenzio.

Durante la settimana che è appena terminata, è uscito un articolo su Wired (eccolo qui) che ci costringe ad aprire gli occhi su una situazione tremenda e disgustosa, facendo luce sull’esistenza di un gruppo telegram in cui più di 40.000 uomini si scambiavano foto e commenti di revenge porn e pedopornografia.

Siamo tutti consapevoli del fatto che queste cose esistano, è così da sempre e non saranno tre parole dette da me a cambiare tutto. Ma questo deve farmi considerare la situazione normale?

Io non ci sto.

E non ci sto a considerare normale il fatto che se esco la sera da sola devo tremare ogni volta che sento un rumore alle mie spalle, che se prendo i mezzi devo tenere lo sguardo basso per paura che un uomo qualsiasi si senta in diritto di farmi sentire sporca, che se prenoto il mio primo viaggio da sola, dopo l’emozione e la felicità, arrivino le paure a stringermi lo stomaco perché non si sa mai chi potresti incontrare, cosa potrebbe succedere. Non ci sto a considerare normale il fatto che ogni ragazza che sta leggendo queste parole, dentro di sé sa di cosa sto parlando.

Allora devi stare attenta.

Certo.

Dico a me stessa di stare attenta anziché dire a quell’uomo sul pullman che è lui a essere nel torto. Dico a mia sorella di guardarsi le spalle, alle mie amiche di non sorridere agli sconosciuti, ma non dico niente agli uomini che tengono il potere tra le loro mani. 

Questa è la parola della settimana: privilegio.

Sono una persona fondamentalmente privilegiata. Quando mi rendo conto del mio privilegio mi sento in un modo preciso: fortunata. Collegamento logico e banale, direte voi, ma a quanto pare non per tutti è così. A volte, anzi direi spesso, le persone si indignano se qualcuno osa fargli notare che si trovano in una posizione privilegiata.

Mi piacerebbe che non ci fossero distinzioni di categorie nel mondo e nel mio piccolo mi impegno davvero perché ciò diventi la realtà, ma per il momento – purtroppo – non è così. Se sei bianco, sei privilegiato rispetto a chi è nero. Se sei etero, sei privilegiato rispetto a chi non lo è. Se sei uomo, sei privilegiato rispetto a chi è donna. Funziona così.

E no, non cominciamo a giustificarci dicendo No, per me siamo tutti uguali, io non faccio distinzioni, io qui, io lì. Vi credo, ovviamente. Vorrei davvero che tutti fossero come voi. Ma prendetevi un momento per essere sinceri con voi stessi e pensate a tutto il resto del mondo. Via questo io. Non si tratta di voi e neanche di me. Pensate a loro. Ora lo riuscite a vedere il privilegio di cui parlo?

E neanche penso che il privilegio sia qualcosa per cui dobbiamo vergognarci o sentirci in colpa, anzi. Dobbiamo solo educare la nostra consapevolezza.

Il nostro privilegio ci pone in una condizione di sicurezza. Possiamo usare questa sicurezza per continuare a vivere negli agi con gli occhi bendati oppure avere il coraggio di strappare via le bende e parlare. Lottare. Far valere i diritti di persone che non hanno gli stessi privilegi che abbiamo noi.

Nessuno vuole togliervi i lussi dentro cui vivete, ma sarebbe bello se anche qualcun’altro potesse godere degli stessi diritti che gli sono stati negati per la sola motivazione di non essere nato “sbagliato”.

Sarebbe bello sentire un bianco che dice “Lotto per tutti gli altri colori di questo mondo” o un uomo “Lotto per tutte le donne del mondo”.

Finché avrò il privilegio di parlare, io non starò mai zitta.

E tu?

I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti,
altrimenti chiamateli privilegi.

(Gino Strada)

Se anche soltanto una persona privilegiata deciderà di non restare in silenzio, sarà un passo avanti verso qualcosa di giusto e di bello.

Dopo questo sfogo, ti mando comunque un abbraccio grande e spero che tu stia bene.

Ti auguro una buona settimana.

Buon lunedì.

Francesca ✨

Francesca Ricci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto