Buon primo Giugno 🌈🌈🌈🌈 – NEWSLETTER IMPRONTA #14

Buon primo Giugno a tutti!

Questo è un mese davvero speciale per me, oggi inizia infatti il Pride Month: il mese dell’orgoglio LGBTQIA+.

So che le persone che mi leggono sono davvero diverse e variegate (e la cosa mi rende contentissima!), quindi faccio un piccolo passo indietro perché non voglio dare per scontato che tutti sappiano di cosa sto parlando.

Vi assicuro che non ho premuto tasti a caso sulla tastiera: l’acronimo lgbtqia+ sta a indicare la comunità sempre più larga e sempre più inclusiva, che all’inizio era considerata semplicemente come comunità gay, e che adesso comprende, appunto, la comunità lesbicagaybisessualetransgender transessualequeerintersessualeasessualepansessuale (e molto altro).

Ma c’è chi lo sa spiegare meglio di me, quindi vi lascio qui il video di Muriel, una ragazza che seguo, che in occasione del Pride Month del 2018 ha dedicato un intero video al DIZIONARIO LGBT+.

La mia parola della settimana, e in questo caso la mia parola del mese, è proprio questa: pride

Orgoglio.

Perché si deve parlare di orgoglio? Dovrebbe trattarsi di vita privata e personale, una scelta che non ha niente a che fare con l’orgoglio, giusto? E invece.

È necessario che si parli di orgoglio, che si alzi la voce, anche. Perché altrimenti ci si costringe a rimanere nell’invisibilità in cui gli altri vogliono relegarci perché è più facile ed è più comodo (per loro). 

Bisogna essere esagerati, peccare d’orgoglio a pieni polmoni. 

Le rivoluzioni non si fanno sottovoce.

E non dovrebbe proprio esistere una rivoluzione che ti costringa a dire Io sono così e ho comunque il diritto di esistere e di mostrarmi. È questo che non è normale, se proprio lo volete sapere. 

Non trovate assurdo che si debba lottare per poter esistere? Le minoranze discriminate non chiedono di essere considerate al di sopra degli altri, non chiedono trattamenti speciali: esigono semplicemente un posto nel mondo perché in quanto esseri umani ne hanno il diritto. Chiedono di poter uscire di casa senza la paura di rischiare la vita. E no, non sto esagerando.

È un discorso così assurdo? Davvero esiste gente che ha il coraggio di affermare che ci sono persone che non meritano diritti per la sola colpa di essere diversi da standard dettati dall’ignoranza e nient’altro? Vi rispondo io: 

Per questo l’orgoglio. Per questo la lotta. Una lotta bellissima che cerca di mostrarsi sempre sorridente, sempre carica d’amore, di colori arcobaleno. Ma una lotta che è nata da persone che hanno dato la vita per darci la possibilità di iniziare a essere chi vogliamo. 

La cosa che forse davvero dobbiamo capire e accettare è che al mondo non frega nulla se io capisco o non capisco una determinata cosa. Non è che se io non capisco la matematica, allora quella sparisce dalla faccia della Terra. Io non sono nessuno rispetto all’universo. E allo stesso modo, questo meraviglioso arcobaleno d’amore esiste lo stesso, anche se io non lo capisco.

Posso vivere nell’ignoranza e nella frustrazione, rendendo difficile la vita di persone che da quando sono nate hanno dovuto sentirsi sbagliate, oppure posso sedermi a un tavolo, ragionare su un’equazione, farmela spiegare più volte e quindi comprendere e accettare la matematica. Comprendere e accettare la diversità (diverso da chi, poi? Boh). 

Il mio impegno per questo mese, quindi, è questo:informareinformarmilottare.

piccoli passi perché credo nel potere delle piccole cose.

Ma senza smettere mai.

“Why is it that, as a culture, we are more comfortable seeing two men holding guns than holding hands?
– Author Ernest J. Gaines 

“Perché, come cultura, ci sentiamo più a nostro agio nel vedere due uomini che tengono le pistole che le mani?”
– Autore Ernest J. Gaines

E tu cosa ne pensi? 

Se hai voglia di farmi sapere cosa ne pensi puoi rispondermi a questa mail o scrivermi su instagram (sono @improntadeimieipassi). 

Ti aspetto. 

Buon lunedì,
buon Pride Month

Francesca


Francesca Ricci

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